Nella giornata di Domenica 16 settembre u.s. il Nucleo Sommozzatori dei Volontari del Garda ha eseguito nelle acque antistanti la città di Garda il recupero di un’imbarcazione affondata nel mese di agosto alla profondità di 180m.
Questo recupero costituisce un primato assoluto nelle acque del Garda. Nessuno prima d’ora aveva recuperato un’intera imbarcazione a questa profondità.
L’unico intervento simile per caratteristiche, tra l’altro eseguito a poche decine di metri da quello qui descritto, fu messo in opera da Angelo Modina un paio d’anni addietro con la nostra collaborazione. Si trattò di recuperare un’altra imbarcazione posta questa volta a -128m., facendoci scuola per tecniche utilizzate e attrezzature da mettere in campo.
Il natante, di proprietà di un noleggiatore della sponda bresciana, era affondato senza vittime o feriti dopo che un forte vento aveva sorpreso l’equipaggio di noleggiatori facendo loro imbarcare acqua fino appunto all’affondamento.
Fortunatamente altre imbarcazioni nei paraggi avevano recuperato i naufraghi prima che la loro barca scomparisse verso il fondo.
Il relitto, uno scafo di circa sette metri con motore fuoribordo, giaceva in assetto di navigazione su un fondale fangoso al largo di Punta S. Vigilio.
L’operazione (che ha richiesto tre uscite preliminari ed una di recupero in superficie) ha visto l’impiego sul campo delle nuove attrezzature di cui è dotata la Volga 2026, una lancia di 12,50m. donata ai Volontari del Garda dalla Guardia Costiera.
Destinata infatti alla ricerca ed al recupero sui fondali del lago è equipaggiata con un sistema Sonar-telecamera in grado di scandagliare aree di fondale fino a 100 m. di raggio e di un mezzo teleguidato dalla superficie e dotato di telecamera e pinza (ROV) che consente la visione degli obiettivi ed eventualmente il loro “aggancio” in vista del recupero.
Le fasi di questa operazione record hanno comportato una prima uscita destinata alla ricerca del relitto che, con l’aiuto del sonar di profondità è stato individuato dopo circa quattro ore di scandaglio.
Durante le due uscite successive si è trovato il modo di agganciare allo stesso, in un punto che ne consentisse il recupero, una cima che arrivasse fino alla superficie. |
Nell’uscita di domenica scorsa, tramite questa cima, lavorando con i sommozzatori a profondità non superiori ai 35m., si è provveduto a riportare a galla l’imbarcazione, dove è stata fatta emergere dall’acqua, svuotata ed infine trainata fino al porto di partenza.
Questo intervento, utilizzato dai Volontari del Garda come un test per verificare l’efficacia delle nuove attrezzature operative dal febbraio scorso, apre la strada ad un nuovo modo di intendere l’esplorazione dei fondali del lago per ogni tipologia di ricerca.
Tutta eseguita con il personale in superficie, sfrutta le potenzialità che la moderna tecnologia dei sistemi subacquei ha raggiunto in questi ultimi anni a costi non proibitivi (anche se piuttosto impegnativi).
Con questi sistemi infatti è possibile ispezionare vaste aree di fondale a qualsiasi profondità ed andare a visualizzare ogni “obiettivo” potenziale con una telecamera, oltre ovviamente alla possibilità di recupero di molte tipologie di relitto od anche di vittime del lago.
L’alta profondità del recupero di cui sopra ha comportato non pochi problemi, visto che sarebbe un po’ come buttare una corda dotata di calamita dal novantesimo piano di un grattacielo e cercare di catturare una monetina al piano terreno!
Per aver successo in operazioni per noi sperimentali come questa è importante saper trasformare gli errori e gli insuccessi dei vari tentativi precedenti in occasioni per migliorare la tecnica e la capacità di intervento, in modo da essere ogni volta un poco più esperti e capaci.
Siamo certi che nei prossimi anni questi sistemi di ricerca ci regaleranno ampie soddisfazioni e forse qualche sorpresa gradita visto che dei molti racconti sugli affondamenti nel Garda di mezzi ed oggetti di svariata tipologia almeno qualcuno sarà anche vero.
Inoltre siamo certi che i fondali nascondano anche cose di cui nessuno mai ha saputo o raccontato e che aspettano solo di essere scoperte.
Gruppo Volontari del Garda – Nucleo sommozzatori - Salò - |