volontari del garda
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Gruppo Volontari d/Garda-Ente Morale D.P.R 03-11-87 Dipartimento Protezione Civile Roma - Reg. Volontario N.9398/145 DPGR
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Soccorso e trasporto in ambulanza.

Supporto psicologico e cura dell’infortunato.

  • Giungere sul posto con la necessaria calma (che si dovrà trasmettere all’infortunato soccorso), unitamente alla competenza per l’intervento. L’equipaggio dovrà muoversi con la piena consapevolezza dei compiti affidati a ciascuno dei membri, per svolgere un intervento coordinato e non caotico;
  • il volontario al quale è affidata la responsabilità dell’infortunato dovrà chiedere la collaborazione degli altri membri dell’equipaggio, e, se cosciente, anche del paziente stesso;
  • dovrà essere in grado di riconoscere particolari stati d’ansia dovuti all’incidente per il quale presta soccorso, e dovrà essere in grado di valutare quei semplici interventi relazionali che possano ridurre tali stati d’ansia.

Nei primi istanti il volontario dovrà parlare al paziente facendosi riconoscere (identità e qualifica) e, se il paziente mostra miglioramenti emozionali, parlare per descrivere gli interventi che si accinge a svolgere;

  • il volontario dovrà preoccuparsi di salvaguardare l’intimità fisica e la dignità dell’infortunato, dovrà quindi valutare con sensibilità interventi che possano togliere il paziente da situazioni di disagio, per esempio dovrà essere attento a coprire le nudità, dovrà evitare sguardi fissi verso il paziente o addirittura verso le parti del corpo colpite/ferite, dovrà allontanare con discrezione e cura, eventuali sguardi indiscreti della “gente curiosa”, raccogliere eventuali oggetti personali e mostrarli al paziente per tranquillizzarlo,(ovviamente se il soccorso prestato non è un urgenza emergenza)
  • nella competenza che gli è riconosciuta, il volontario descriverà quali sono le manovre al paziente stesso per tranquillizzarlo, e non descriverà quelle che potrebbero destare ulteriori stati d’ansia all’infortunato soccorso, quali evidenti sintomi di una situazione tragica(per esempio sospetta lesione alla colonna vertebrale), queste ultime devono essere valutate e successivamente comunicate da personale medico competente;
  • dovrà inoltre tenere con discrezione i documenti sanitari del paziente affidatigli dalle strutture ospedaliere (nel caso di trasferimenti da ospedale a ospedale) e dovrà allontanare con sensibilità  il paziente che ne abbia fatta richiesta;
  • dovrà ascoltare con attenzione le richieste dell’infortunato e con cura, se possibile, eseguirle, dimostrando attenzione e disponibilità; dovrà inoltre fare domande al paziente per poter avere informazioni per esempio sull’accaduto ( a volte indispensabile all’arrivo all’ospedale) e per mantenere lo stato di veglia assieme alla tranquillità necessaria per una buona ripresa dell’infortunato; dovrà chiedere, ma non con eccessiva insistenza,” come si sente” oppure “va meglio?”, quindi dovrà sapere quali domande fare e quali non fare perché non opportune e solo indiscrete; dovrà non insistere con domande aperte/varie se il paziente è affaticato, ma piuttosto con domande che richiedono risposte brevi per mantenere lo stato di veglia senza compromettere il quadro clinico;
  • dovrà tenere sotto controllo lo stato clinico dell’infortunato senza mostrare eccessiva preoccupazione anche e soprattutto negli interventi critici; o quando la situazione è in peggioramento;
  • il volontario soccorritore dovrà mostrare interesse per gli argomenti trattati dal paziente anche quando questi siano confusi o magari con una esposizione non corretta e nel possibile cercherà di dare risposte, soprattutto dovrà riconoscere l’importanza dell’apporto dell’infortunato stesso e quindi dovrà cercare la massima collaborazione, quando possibile, chiedendo al paziente e riferendo a questo delle manovre opportunamente svolte, degli strumenti utilizzati ed eventualmente dei farmaci somministrati;
  • infine il volontario dovrà rassicurare il paziente, all’arrivo presso la struttura ospedaliera, della professionalità dei medici che si prenderanno cura di lui e della professionalità di questi ultimi nel proseguire ciò che dai volontari è stato iniziato durante l’opera di primo soccorso.

Trasmissioni radio.

1) Che cos’è una radio o ricetrasmettitore
La radio consiste in un sistema formato da un trasmettitore atto a trasmettere via etere un’informazione (che nel nostro caso è la voce) ed un ricevitore per ricevere le informazioni e renderle udibili e comprensibili alle persone.
Le radio possono essere essenzialmente denominate “da stazione fissa”, “da stazione mobile” (o veicolari) e portatili.

2) Controlli e parti fondamentali delle radio montate sui mezzi

  • Manopola di ACCENSIONE, SPEGNIMENTO e controllo del VOLUME: ruotandola in senso orario si accende la radio e continuando nella rotazione si può incrementare il livello audio di quello che si sta ricevendo. Se la manopola viene ruotata in senso antiorario si diminuisce il livello audio, e dopo lo scatto si spegne la radio. Oltre a questo tipo di radio in dotazione al gruppo dei Volontari del Garda, c’è quella che per accenderla occorre premere il bottone riposto sulla manovella del volume, per il resto sono uguali.
  • ALTOPARLANTE: permette di ascoltare le informazioni ricevute dalla radio.
  • ANTENNA: si trova sul tetto del veicolo ed è in sostanza il mezzo dal quale vengono trasmesse e ricevute le informazioni.
  • MICROFONO: è un trasduttore che converte le onde sonore “prodotte dalla voce” in segnali elettrici che verranno elaborati e poi trasmessi dalla radio.
  • PULSANTE PER PARLARE: posto a lato del microfono, viene indicato con “PTT” (dall’Inglese Push Talk) e serve per commutare la radio dalla ricezione delle informazioni alla loro trasmissione.

3)Come si comunica con la radio
Al fine di una buona comprensibilità dell’informazione da trasmettere o da ricevere occorre prestare molta attenzione alle seguenti modalità:

  • prima di parlare sul canale, accertarsi che non ci sia qualcuno che lo stia già facendo.
  • premere il pulsante del PTT e solo dopo un secondo iniziare a parlare, tenendo il microfono di fianco ed il più vicino possibile  alla bocca, mantenendo un’intensità di voce costante; facendo ciò si evita di ricevere, sotto forma di fruscio, l’aria che fuori esce dalla cavità orale di chi sta parlando. Il tempo indicato sopra è necessario, in quanto si ha un certo ritardo nella commutazione da ricezione a trasmissione da parte della radio.
  • mantenere, durante la trasmissione, la medesima distanza tra bocca e il microfono in modo che, colui che riceve, non gridare, poiché si rende ancora più incomprensibile quello che si sta dicendo.
  • non effettuare comunicazioni lunghe ma essere concisi, precisi e chiari.
  • smettere di tenere premuto il pulsante PTT, dopo aver finito di parlare  in modo da evitare di troncare le ultime parole.
  • tra un “passaggio” e l’altro lasciare sempre almeno un secondo di spazio prima di ritrasmettere in modo da dare la possibilità ad altrui di intervenire in caso di necessità.
  • i canali radio rappresentano un sistema di comunicazione non sicuro, in quanto sono facilmente intercettabili  con opportuni ricevitori usati da radioamatori; quindi evitare di fornire via radio dati anagrafici di persone in casi particolari (es. pazienti deceduti).

per quanto riguarda la ricezione occorre accertarsi che il volume non sia al minimo impedendo quindi l’ascolto di quello che si sta ricevendo.

  • Considerazioni
  • Nelle normali trasmissioni via radio gli interlocutori possono parlare o ricevere.
  • Per intenderci, non è come il telefono, di conseguenza quando si sta ricevendo non si può trasmettere, in quanto l’altro non sentirebbe e si disturberebbe la ricezione ed eventuali terzi che ascoltano; quindi sullo stesso canale bisogna parlare uno alla volta, rispettando l’ordine d’ingresso.
  • Nei collegamenti, ed in particolare durante un’emergenza, si deve usare un linguaggio chiaro e succinto.
    É meglio utilizzare sigle e protocolli di trasmissione standardizzati, in modo da rendere più chiara possibile la comunicazione.

NB. È buona abitudine confermare la ricezione di un messaggio al corrispondente, in modo da evitare che quest’ultimo chieda “hai copiato” oppure “hai capito?”, impegnando ulteriormente il canale.

  • Terminologia

Nelle comunicazioni radio vengono usate abbreviazioni e termini in modo da rendere la comunicazione il più breve e chiara possibile. Vediamo le principali, spiegandole:

  • Ricevuto, ok, k, positivo, roger, utilizzati per confermare di avere capito il messaggio oppure un’informazione.
  • Via cavo, il suo significato è quello di utilizzare il telefono per parlare con il corrispondente. Usato nella frase “ Puoi raggiungermi via cavo?”.
  •  Posizione utilizzato per richiedere la posizione di un particolare mezzo.
  • Negativo è usato spesso prima di ripeti, torna, ritorna.
  • Sul posto si usa per indicare l’arrivo nel luogo prefissato.
  • Prova radio usato per chiedere rapporti di comprensibilità
  • Non ti ho copiato informa il corrispondente che ha tentato di parlare che la trasmissione non è udibile.
  • Volga ...... è la sigla che identifica un mezzo del gruppo dei Volontari del Garda che viene seguito dal numero che appartiene il mezzo.
  • sierra zero.. sigla della base fissa che si trova in sede centrale a Salò
  • Delta zero.. sigla della base fissa che si trova a Desenzano

6) Codici d’invio
 Sostanzialmente ci sono due tipologie di servizio svolte dall’associazione

  • servizi sociali (per esempio dialisi, visite organizzate varie), dimissioni, ecc.
  • emergenze/urgenze (codici colore)

VERDE: poco critico, si definisce un intervento differibile.
GIALLO: mediamente critico, si definisce un intervento imdifferibile
ROSSO: molo critico, si definisce un intervento di emergenza
Solo in codice rosso si è autorizzati all’uso della sirena e dei girevoli usando la massima attenzione alla circolazione stradale. Questo argomento verrà trattato più attentamente con chi vorrà fare l’autista.

Una volta valutato e caricato il paziente il soccorritore comunicherà alla centrale operativa del 118 le condizioni del paziente per la notifica del codice di rientro e la sede d’invio.
Buona norma è anche comunicare con la sede d’invio, in modo sintetico e con termini corretti, riferendo le condizioni del paziente e il codice d’arrivo.
Una volta affidato il paziente al personale del pronto soccorso e riattrezzata l’ambulanza, si comunica l’operatività alla centrale operativa e se non c’è un altro servizio si rientra alla base.

Equipaggiamento.

Un’ambulanza adibita al servizio d’emergenza deve possedere alcuni requisiti in grado di offrire la migliore assistenza possibile a chiunque abbia bisogno di soccorso in qualsiasi circostanza, ed in particolare deve possedere:

  • ampia varietà di mezzi di recupero dei feriti per garantire interventi in sicurezza in qualsiasi situazione
  • ampia varietà di dotazione sanitaria per far fronte al più spettro di emergenze
  • ampia dotazione di mezzi di protezione per garantire la sicurezza dei soccorritori e dei pazienti
  • razionale disposizione delle attrezzature per un rapido e sicuro rinvenimento nelle situazioni d’urgenza

 Sulla base di tali considerazioni, la dotazione dell’ambulanza è stata suddivisa in kit: ogni kit è composto da una serie di attrezzature e materiale finalizzati al medesimo obiettivo e tutti i componenti sono disposti in stretta vicinanza così da rendere agevole la locazione. In linea di massima, i kit non vengono portati sul posto al momento dell’ispezione e solo in un secondo tempo l’autista-soccorritore provvederà a prelevare quelli necessari su indicazione del capo equipaggio. Oltre ai diversi kit, la dotazione è composta da due borse d’emergenza, una multiuso ed una rianimatoria, che invece debbono sempre essere portate dall’equipe sul luogo d’intervento.

      I vari kit sono:
kit immobilizzazione.
  • stecco benda a depressione - 1 lunga, 1 corta.
  • stecco benda rigide - 3 misure,
  • ked ( estricatore )
  • collari cervicali nek-loc - 4 misure, pediatrico, medio, medio grande, grande
  • ferma testa per spinale
  • sacca cinghie varie
  • ragno per spinale

kit O2

  • maschere per ossigeno
  • occhialini per ossigeno
  • sondino per ossigeno
  • bombola portatile

kit trasporto
date le dimensioni, i diversi elementi sono dislocati in varie posizioni

  • barella standard
  • barella a cucchiaio ( bivalva o svedese )
  • tavola spinale
  • tavola spinale pediatrica
  • sedia porta paziente
  • telo porta feriti
  • materassino a depressione

kit medicazioni
sono posti nelle vetrine della fiancata e ciascun gruppo di elementi è contenuto in un proprio contenitore.

  • soluzioni varie: H2O2, betadine, amuchina etc
  • cerotti: varie misure
  • pacco di garze sterili
  • guanti sterili
  • ghiaccio istantaneo
  • bende elastiche
  • bende normali varie misure
  • retelast
  • cerotto di seta
  • cerotto coesivo
  • pocket mask
  • teli sterili

kit infusione
sono posti nelle vetrine della fiancata e ciascun gruppo di elementi è contenuto in un proprio contenitore

  • glucosata 10%
  • glucosata 5%
  • ringer lattato
  • elettro bilanciata
  • fisiologica in sacche
  • eufisin
  • deflussori flebo
  • butterfly
  • venflon varie misure
  • aghi sterili
  • siringhe
  • lacci emostatici

 

aspiratore portatile elettrico (con sondini a varie misure )
defibrillatore portatile lerdal

kit ventilazione manuale

  • pallone di ambu con reservoi
  • set di maschere per ambu varie misure
  • set di cannule di mayo varie misure

zaino emergenza multiuso
va sempre portato sul luogo d’intervento

  • cannule di mayo varie misure
  • venflon varie misure
  • lacci emostatici
  • siringhe varie misure
  • cerotti
  • pacco di garze
  • garze sterili
  • guanti sterili
  • tampone nasale
  • sfigmomanometro
  • ossimetro
  • soluzioni fisiologica
  • forbici taglia abiti
  • bende elastiche
  • pallone ambu
  • maschere per ambu
  • soluzioni disinfettanti
  • fonendoscopio
  • termometro timpanico

le dotazione personali

  • guanti in lattice monouso
  • guanti in lattice sterili
  • maschere facciali paraschizzi
  • occhiali protettivi
  • elmetto (si trovano in ambulanza 3 per tutti )
  • guanti da lavoro (un paio in ambulanza)
  • divisa in dotazione
  • scarpe antiinfortunistica