Partenza CASERTA 9 Giugno - Arrivo BOLZANO 18 Giugno |
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Per la prima volta, il servizio sanitario del 35° Giro D’italia Under 26 è stato effettuato da equipaggi ed ambulanze del Gruppo Volontari del Garda, coadiuvati da alcuni volontari del Cosp di Mazzano.
Al seguito della gara sono state impegnate la Volga 39 – 26 e 13 con volontari che hanno alternato 2 turni. Volga 26 Bocchio Leonardo autista Giro completo Persavalli Loretta infermiera professionale 1° turno Salvetti Claudio soccorritore 2° turno Volga 39 Borgnino Maurizio autista 1° turno Rodella Franco autista 2° turno Terno Alessandro soccorritore 1° turno Zambarda Gabriella soccorritrice 2° turno Bonzanini Andrea soccorritore 2° turno Volga 13 Fabio Cosp Mazzano soccorritore 2° turno Valentina Cosp Mazzano soccorritrice 2° turno Giuseppe Cosp Mazzano soccorritore 1° turno Beppe Cosp Mazzano soccorritore Giro completo Attilio Cosp Mazzano autista Giro completo Il Dott. Raffaele Frau, volontario del Garda, ha seguito la corsa sull’auto medica dell’organizzazione posizionata dietro il giudice e direttore di corsa. A seguire la V 26, la V 13 ed a fine corsa la V 39. L’esperienza, a parere di tutti, è stata entusiasmante ed assolutamente da ripetere. |
La mia esperienza al Giro d’Italia under 26 è stata veramente positiva, una vera novità in diciotto anni di attività in ambulanza e, una vera rivoluzione nel modo d’intervenire sul paziente, ma nello specifico lo può spiegare molto meglio la mia collega Loretta.
Che cosa raccontare allora? Potrei parlare del trasferimento a Caserta, durante il quale per passare le lunghe ore che ci separavano dalla destinazione ci siamo inventati il “quizzone” sulle peculiarità dei posti che attraversavamo nel tragitto...oppure, potrei parlare dei paesini e dei panorami splendidi che ci hanno allietato la vista e reso meno pesante le ore di corsa. Tirando le somme preferisco parlare di ciò che mi è mancato al ritorno. La prima cosa è sicuramente lo spirito di cameratismo che si è creato fra tutti i componenti della squadra, mi ha riportato indietro nel tempo; a quelle gite scolastiche, scherzi goliardici inclusi, le cene e le colazioni tutti insieme a parlare, discutere e scambiare pareri ed esperienze con persone diverse da quelle che abitualmente incontro nel mio lavoro in automedica. La seconda cosa è il rapporto di stima che abbiamo stretto con gli agenti della stradale che ci hanno scortato nelle tappe del giro e con gli altri componenti della carovana. Ultimo, ma non per ultimo, è il mitico corridore NUMERO DIECI.. chi ha vissuto con me questa avventura sa di chi e di che cosa parlo, per ben quattro giorni il nostro paladino ci ha permesso di arrivare al traguardo di tappa con una mezz’ora (quando gli permettevamo di essere trainato) di ritardo sulla coda del gruppo. Un ragazzo di cui mi ricorderò le perdite copiose di bava e i dinieghi alle nostre preghiere di cambiare sport..e quando durante la quinta tappa è arrivato dalla “direzione corsa” l’ordine di fermarlo perché squalificato. |
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Ho guidato, o meglio, “pilotato” la Volga 26 – unità di rianimazione. L’ambulanza doveva necessariamente trovarsi sempre a ridosso delle ammiraglie, quindi, nelle prime posizioni e dietro l’automedica, sulla quale garantiva un pronto intervento il Dott. Frau. La Volga 13 interveniva per infortuni lievi, mentre la Volga 39 chiudeva la corsa con l’ultimo atleta. Di questa nuova ed entusiasmante esperienza, mi ha particolarmente colpito la velocità in corsa degli atleti che raggiungevano mediamente i 43 Km orari in pianura per passare alla folle andatura in discesa di 80 Km. Nei primi giorni di corsa, transitando fra colli e montagne, ho avuto la sensazione di partecipare ad un rally ma, con l’abilità della mia navigatrice Loretta e la mia modesta guida, non abbiamo mai perso contatto con il gruppo di testa. Nell’ultima fase della gara, abbiamo percorso gli splendidi paesaggi del Trentino e scalato i passi alpini. Nelle fasi di discesa abbiamo scelto di rallentare per dar modo agli atleti di passare senza ostacoli, non riuscendo a capire, talvolta, quali improbabili traiettorie sceglievano. A fine giro ho passato l’ambulanza in officina praticamente “senza freni”; mi chiedo: “ma loro come fanno con i freni?”, potere della meccanica! Come ripeto è stata un’esperienza entusiasmante, positiva e da rifare, utile anche per un arricchimento professionale. Colgo l’occasione per salutare e ringraziare tutti i miei compagni di avventura. |
Bocchio Leonardo – Dado –Autista V26 dal 9 al 18 Giugno | |
Mi associo al collega Terno, soccorritore sulla V 39, per quanto riguarda lo spirito di gruppo e l’entusiasmo che si è creato fra tutti coloro che hanno seguito la corsa.
La nostra ambulanza, diversamente dalla V 26, non ha viaggiato a velocità “sostenute” per evitare di perdere il gruppo, bensì, ha letteralmente seguito passo-passo gli ultimi atleti. Solo nelle ultime tappe abbiamo finito la corsa con gli altri. Le modalità di soccorso hanno visto ribaltate le normali procedure, le medicazioni al volo hanno permesso ai corridori feriti lievemente e, comunque doloranti, di continuare la loro fatica,. A parere di tutti è stata un’esperienza positiva e ricca di novità. Borgnino Maurizio - Autista V39 -dal 9 al 14 giugno |
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Dal punto di vista delle procedure e protocolli di soccorso, si è dovuto cambiare radicalmente modo di approccio all’infortunato.
Mentre nei normali interventi di soccorso 118 si segue una ferrea procedura standard di priorità, in questi casi abbiamo dovuto improvvisare ed adattarci alle esigenze degli atleti. Si è dovuto medicare in movimento, sporgendoci letteralmente dal finestrino dell’ambulanza poiché gli atleti, sebbene caduti, feriti e doloranti continuavano la propria corsa. Ci siamo trovati, quindi, a fine gara ad utilizzare le ambulanze come posti fissi di medicazione, dove i corridori a fine tappa hanno potuto ricevere le cure specifiche. Colgo l’occasione e ringrazio i volontari per avermi permesso di partecipare a questa meravigliosa esperienza. Persavalli Loretta - Infermiera professionale Ambulanza V26 |
Come esperienza è stata veramente positiva, ho sostituito l’equipaggio del primo turno sulla Volga 39, con Rodella come autista e Bonzanini Andrea, soccorritore. La nostra prima partenza è stata Montegrotto (Veneto) per terminare la gara con l’arrivo a Bolzano. Condivido con i miei colleghi soccorritori ciò che riguarda le procedure di medicazione, praticamente di e in corsa. Naturalmente a fine gara eravamo a disposizione come postazione fissa per le medicazioni specifiche. Talvolta non solo gli atleti erano in corsa, anche il nostro equipaggio si è trovato a dover letteralmente rincorrere gli atleti, perché magari rimasto bloccato, in questi casi la polizia ci ha “scortato” permettendoci di raggiungere i corridori che viaggiavano ad andature elevate. Ci siamo adattati facilmente alle varie situazioni, abbiamo visto la sofferenza, la fatica degli atleti e la loro determinazione per arrivare al traguardo. Siamo tornati alla “normalità” ed ai nostri rigidi protocolli di soccorso, l’esperienza è stata sicuramente utile ed avventurosa. Saluto e ringrazio tutti i colleghi. Zambarda Gabriella - Soccorritrice V39 - dal 15 al 18 Giugno |
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Ho avuto modo di seguire gli atleti da vicino, giorno dopo giorno e sono stato particolarmente impressionato dalla loro sopportazione al dolore ed alla fatica spesa. SALVETTI CLAUDIO è stato designato responsabile sanitario del Gruppo Volontari del Garda. Lo ringraziamo per aver accettato l’incarico augurandogli buon lavoro. Salvetti Claudio - Soccorritore Ambulanza V26 |
![]() dal 15 al 18 giugno - Dott. Raffaele Frau in servizio sull'automedica |
![]() dal 15 al 18 giugno - Bonzanini Andrea Soccorritore V39 |
Gruppo Volontari del Garda Via E. Fermi 25087 Salò - tel. 0365 520652 - fax 0365 520954