Giro d'Italia 2206 Under 26
Partenza CASERTA 9 Giugno - Arrivo BOLZANO 18 Giugno

giro d'italia 2006
Per la prima volta, il servizio sanitario del 35° Giro D’italia Under 26 è stato effettuato da equipaggi ed ambulanze del Gruppo Volontari del Garda, coadiuvati da alcuni volontari del Cosp di Mazzano.

Al seguito della gara sono state impegnate la Volga 39 – 26 e 13 con volontari che hanno alternato 2 turni.
Volga 26 Bocchio Leonardo autista Giro completo
Persavalli Loretta infermiera professionale 1° turno
Salvetti Claudio soccorritore 2° turno
Volga 39 Borgnino Maurizio autista 1° turno
Rodella Franco autista 2° turno
Terno Alessandro soccorritore 1° turno
Zambarda Gabriella soccorritrice 2° turno
Bonzanini Andrea soccorritore 2° turno
Volga 13 Fabio Cosp Mazzano soccorritore 2° turno
Valentina Cosp Mazzano soccorritrice 2° turno
Giuseppe Cosp Mazzano soccorritore 1° turno
Beppe Cosp Mazzano soccorritore Giro completo
Attilio Cosp Mazzano autista Giro completo
Il Dott. Raffaele Frau, volontario del Garda, ha seguito la corsa sull’auto medica dell’organizzazione posizionata dietro il giudice e direttore di corsa.
A seguire la V 26, la V 13 ed a fine corsa la V 39.
L’esperienza, a parere di tutti, è stata entusiasmante ed assolutamente da ripetere.

La mia esperienza al Giro d’Italia under 26 è stata veramente positiva, una vera novità in diciotto anni di attività in ambulanza e, una vera rivoluzione nel modo d’intervenire sul paziente, ma nello specifico lo può spiegare molto meglio la mia collega Loretta.

Che cosa raccontare allora?
Potrei parlare del trasferimento a Caserta, durante il quale per passare le lunghe ore che ci separavano dalla destinazione ci siamo inventati il “quizzone” sulle peculiarità dei posti che attraversavamo nel tragitto...oppure, potrei parlare dei paesini e dei panorami splendidi che ci hanno allietato la vista e reso meno pesante le ore di corsa.
Tirando le somme preferisco parlare di ciò che mi è mancato al ritorno.
La prima cosa è sicuramente lo spirito di cameratismo che si è creato fra tutti i componenti della squadra, mi ha riportato indietro nel tempo; a quelle gite scolastiche, scherzi goliardici inclusi, le cene e le colazioni tutti insieme a parlare, discutere e scambiare pareri ed esperienze con persone diverse da quelle che abitualmente incontro nel mio lavoro in automedica.

La seconda cosa è il rapporto di stima che abbiamo stretto con gli agenti della stradale che ci hanno scortato nelle tappe del giro e con gli altri componenti della carovana.

Ultimo, ma non per ultimo, è il mitico corridore NUMERO DIECI.. chi ha vissuto con me questa avventura sa di chi e di che cosa parlo, per ben quattro giorni il nostro paladino ci ha permesso di arrivare al traguardo di tappa con una mezz’ora (quando gli permettevamo di essere trainato) di ritardo sulla coda del gruppo.

Un ragazzo di cui mi ricorderò le perdite copiose di bava e i dinieghi alle nostre preghiere di cambiare sport..e quando durante la quinta tappa è arrivato dalla “direzione corsa” l’ordine di fermarlo perché squalificato.

giro d'italia 2006























In noi si è creata una sensazione che era un misto di gioia e tristezza, ma è durata un attimo e, subito ha pre­valso la GIOIA dato che nei giorni seguenti abbiamo potuto finire le tappe con gli altri.
Di lui ci rimarrà una foto scattata da Doc Frau che presto incornicerò nella mia stanza.
Sì, questo giro è stata una bella esperienza che consiglio a tutti.

Terno Alessandro - Capo equipaggio V39 - dal 9 al 14 Giugno


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Ho guidato, o meglio, “pilotato” la Volga 26 – unità di rianimazione.

L’ambulanza doveva necessariamente trovarsi sempre a ridosso delle ammiraglie, quindi, nelle prime posizioni e dietro l’automedica, sulla quale ga­rantiva un pronto intervento il Dott. Frau.

La Volga 13 interveniva per infortuni lievi, mentre la Volga 39 chiudeva la corsa con l’ultimo atleta.

Di questa nuova ed entusiasmante esperienza, mi ha particolarmente colpito la velocità in corsa degli atleti che raggiungevano mediamente i 43 Km orari in pianura per passare alla folle andatura in discesa di 80 Km.

Nei primi giorni di corsa, transitando fra colli e montagne, ho avuto la sensazione di partecipare ad un rally ma, con l’abilità della mia navigatrice Loretta e la mia modesta guida, non abbiamo mai perso contatto con il gruppo di testa.

Nell’ultima fase della gara, abbiamo percorso gli splendidi paesaggi del Trentino e scalato i passi alpini. Nelle fasi di discesa abbiamo scelto di rallentare per dar modo agli atleti di passare senza ostacoli, non riuscendo a capire, talvolta, quali improbabili traiettorie sceglievano.

A fine giro ho passato l’ambulanza in officina praticamente “senza freni”; mi chiedo: “ma loro come fanno con i freni?”, potere della meccanica!

Come ripeto è stata un’esperienza entusiasmante, positiva e da rifare, utile anche per un arricchimento professionale.
Colgo l’occasione per salutare e ringraziare tutti i miei compagni
di avventura.


Bocchio Leonardo – Dado –Autista V26 dal 9 al 18 Giugno


Mi associo al collega Terno, soccorritore sulla V 39, per quanto riguarda lo spirito di gruppo e l’entusiasmo che si è creato fra tutti coloro che han­no seguito la corsa.

La nostra ambulanza, diversamente dalla V 26, non ha viaggiato a velocità “sostenute” per evitare di perdere il gruppo, bensì, ha letteralmente seguito passo-passo gli ultimi atleti.

Solo nelle ultime tappe abbiamo finito la corsa con gli altri.

Le modalità di soccorso hanno visto ribaltate le normali procedure, le medicazioni al volo hanno permesso ai corridori feriti lievemente e, comunque doloranti, di continuare la loro fatica,.

A parere di tutti è stata un’esperienza positiva e ricca di novità.

Borgnino Maurizio - Autista V39 -dal 9 al 14 giugno
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Dal punto di vista delle procedure e protocolli di soccorso, si è dovuto cambiare radicalmente modo di approccio all’infortunato.

Mentre nei normali interventi di soccorso 118 si segue una fer­rea procedura standard di priorità, in questi casi abbiamo dovuto improvvisare ed adattarci alle esigenze degli atleti.

Si è dovuto medicare in movimento, sporgendoci letteralmente dal finestrino dell’ambulanza poiché gli atleti, sebbene caduti, feriti e doloranti continuavano la propria corsa.

Ci siamo trovati, quindi, a fine gara ad utilizzare le ambulanze come posti fissi di medicazione, dove i corridori a fine tappa hanno potuto ricevere le cure specifiche.

Colgo l’occasione e ringrazio i volontari per aver­mi permesso di partecipare a questa meravigliosa esperienza.

Persavalli Loretta  - Infermiera professionale Ambulanza V26

Come esperienza è stata veramente positiva, ho sostituito l’equipaggio del primo turno sulla Volga 39, con Rodella come autista e Bonzanini Andrea, soccorritore.

La nostra prima partenza è stata Montegrotto (Veneto) per terminare la gara con l’arrivo a Bolzano.

Condivido con i miei colleghi soccorritori ciò che riguarda le procedure di medicazione, praticamente di e in corsa.

Naturalmente a fine gara eravamo a disposizione come postazione fissa per le medicazioni specifiche.

Talvolta non solo gli atleti erano in corsa, anche il nostro equipaggio si è trovato a dover letteralmente rincorrere gli atleti, perché magari rimasto bloccato, in questi casi la polizia ci ha “scortato” permettendoci di raggiungere i corridori che viaggiavano ad andature elevate.

Ci siamo adattati facilmente alle varie situazioni, abbiamo visto la sof­ferenza, la fatica degli atleti e la loro determinazione per arrivare al traguardo.

Siamo tornati alla “normalità” ed ai nostri rigidi protocolli di soccorso, l’esperienza è stata sicuramente utile ed avventurosa.

Saluto e ringrazio tutti i colleghi.

Zambarda Gabriella - Soccorritrice V39 - dal 15 al 18 Giugno
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Ho avuto modo di seguire gli atleti da vici­no, giorno dopo giorno e sono stato particolarmente impressionato dalla loro sopportazione al dolore ed alla fatica spesa.

Un esempio sono i 25 Km di salita per arrivare al Passo Manghen sommati ai 7 per raggiungere Alpe di Pampeago; hanno veramente messo a dura prova i corridori.

Tutti noi abbiamo vissuto un’untusiasmante esperienza, con curiosità ci siamo avvicinati ad una nuova realtà, dove la figura del soccorritore deve adeguarsi alle situazioni più diverse, stravolgendo il normale protocollo.

I nostri interventi per le medicazioni si sono svolti per la maggior parte dei casi in corsa per poi medicare nello specifico a fine gara.
Personalmente ritengo l’esperienza un arricchimento sia personale sia professionale, si è visto un forte spirito di gruppo ed aggregazione fra tutto il personale al seguito della manifestazione.

Mi ha colpito anche il ringraziamento ricevuto dal genitore di un atleta che abbiamo medicato.

Era nostro dovere ma è stato, comunque, gratificante.

SALVETTI CLAUDIO è stato designato responsabile sanitario del Gruppo Volontari del Garda. Lo ringraziamo per aver accettato l’incarico augurandogli buon lavoro.

Salvetti Claudio - Soccorritore Ambulanza V26


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dal 15 al 18 giugno - Dott. Raffaele Frau
in servizio sull'automedica
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dal 15 al 18 giugno - Bonzanini Andrea
Soccorritore V39

Gruppo Volontari del Garda Via E. Fermi 25087 Salò - tel. 0365 520652 - fax 0365 520954