Sanità e YouTube

YouTube è una pessima fonte d’informazione sulla rianimazione cardio-polmonare. Una ricerca pubblicata su Resuscitation rileva scientificamente che YouTube è una fonte complessivamente assai poco affidabile per l’apprendimento delle tecniche di rianimazione cardio-polmonare (RCP). Lo studio “YouTube as a source of information on cardiopulmonary resuscitation“, di Murugiah K, Vallakati A, Rajput K, Sood A, Challa NR., (Resuscitation 2010 Dec 23.) rivela che in realtà la qualità delle informazioni contenute nella gran parte dei video presenti su YouTube è complessivamente scadente: in prevalenza i video risultano erronei e inclassificabili, solo una minima parte risulta classificabile ma insufficiente e poco accurata, soltanto pochissimi ma confusi nella massa, e indistinguibili soprattutto dai non addetti ai lavori, risultano aggiornati e soddisfacenti.

I ricercatori hanno valutato 800 video didattici, in lingua inglese, sulla rianimazione cardiopolmonare segnalati su YouTube interpellato con le parole chiave “CPR”o ”RCP”, “Rianimazione cardiopolmonare”, “BLS” e “supporto vitale di base”. Solo 52 video hanno presentato i requisiti minimi richiesti dalla ricerca per essere presi in considerazione e rientrare nei parametri dello studio, di questi 52 però più della metà sono risultati caricati da individui privi di credenziali mediche o non note. Solo in pochissimi casi sono fornite informazioni precise su come eseguire la RCP e di questi pochissimi “alcuni sono certamente buoni e sono fonti affidabili ma anche questi video sono parecchio a corto di dettagli e presentano margini di miglioramento”, dichiara uno degli autori dello studio il dott. Karthik Murugiah del Medical College of Wisconsin di Milwaukee (USA). La maggior parte dei 52 video che hanno potuto essere presi in considerazione dallo studio sono infatti video molto lacunosi e presentano situazioni incomplete o addirittura errate. In circa due terzi dei video, per esempio, non è correttamente descritta la frequenza di compressioni toraciche per il massaggio cardiaco esterno o non se ne parla per niente. Nel 57% dei casi non è mostrato quanto le compressioni debbano essere profonde. In quasi tutti i video non si fa alcun accenno alla tecnica cosiddetta hands-only (solo mani; solo massaggio) in cui gli astanti che prestano il primo soccorso possono saltare la tradizionale respirazione bocca a bocca ed eseguire solo le compressioni toraciche.

Questa è una indicazione salvavita molto importante, soprattutto se gli astanti non sono sicuri della loro capacità di eseguire una RCP tradizionale o non sono stati addestrati o hanno repulsione ad eseguire, lì per lì, un bocca – bocca. “Su YouTube ci sono anche informazioni molto accurate” ha detto Murugiah “ma direi che è difficile per il laico sceglierle tra la marea indistinta dei contenuti disponibili. Ed è molto forte il rischio di diffusione d’informazioni e tecniche inesatte o addirittura erronee“.

I risultati dello studio riportati su Resuscitation suggeriscono che le organizzazioni che guidano la realizzazione delle linee-guida, come AHA, ERC, ecc. dovrebbero produrre maggiori e migliori informazioni sulla rianimazione cardio-polmonare e rendersi molto riconoscibili su piattaforme a grande diffusione popolare come YouTube. Dato che i siti come YouTube hanno una portata enorme, si potrebbe fare di loro un uso più esteso per incrementare la consapevolezza del pubblico su quando e come correttamente eseguire una rianimazione cardio-polmonare.

Fonte: Murugiah K, Vallakati A, Rajput K, Sood A, Challa NR, “YouTube as a source of information on cardiopulmonary resuscitation“. Resuscitation 2010 Dec 23.

Leggi l’articolo

Abstract: la conoscenza diffusa della Rianimazione CardioPolmonare (RCP) è fondamentale per migliorare la sopravvivenza nell’arresto cardiaco. Abbiamo analizzato YouTube, un video-sito internet che è una fonte crescente d’informazioni sanitarie, circa l’origine, il contenuto e la qualità dei video didattici sulle tecniche di Rianimazione CardioPolmonare (RCP).

Metodi: YouTube è stato interpellato con le parole chiave “CPR”o ”RCP”, “Rianimazione cardiopolmonare”, “BLS” e “supporto vitale di base”.
La quantità rilevata di Video in lingua inglese dimostra che la tecnica RCP è molto rappresentata. Questi Video sono stati classificati e distinti per origine, contenuto, struttura del corso, dimostrazione di CPR,e sono stati distinti per ‘esattezza della dimostrazione’ circa i gesti corretti della RCP su una scala da 0-8 e per la “efficacia delle immagini” e” visibilità”( numero di visite).

Risultati: di 800 video selezionati solo 52 hanno soddisfatto i criteri di inclusione, con una durata media di 233 (± 145) secondi e con un numero medio di di 37 (± 77) visite al giorno. Di questi 52: il 48% (n = 25) dei video sono stati proposti da persone prive di qualifiche e con credenziali non specificate. Non è stata rilevata alcuna differenza tra il conteggio dei contatti/giorno, ‘precisione di dimostrazione’ e ‘efficacia delle immagini’ tra i video in base alla fonte. Nessuna informazione è stata fornita circa la valutazione della sicurezza sulla scena nel 65% (n = 34) video. Solo il 69% (n = 31/45) dei Video mostrano il corretto rapporto di compressione-ventilazione, di questi il 63,5% (n = 33), il 34,6% (n = 18) e 40.4% (n = 21) ha fornito informazioni rispettivamente su posizione, velocità e profondità delle compressioni toraciche. Il 19% (n = 10)dei Video fornisce indicazioni errate addirittura per il controllo del polso.

Conclusione: i Video giudicati migliori per l’illustrazione della RCP non sono stati i più visti. I contenuti da fonti attendibili dovrebbero essere segnalati per fornire informazioni facilmente accessibili ma corrette e precise circa la RCP. YouTube potenzialmente può avere un importante ruolo di apprendimento video-assistito delle tecniche di RCP nell’ emergenza e come fonte d’informazione per la RCP, ma l’informazioni su questa piattaforma non è regolamentata e quindi spesso si accede a fonti assolutamente inadeguate o addirittura scorrette.

Materiale utile

  • Secondo i protocolli BLS la frequenza ideale è di almeno 100 compressioni al minuto. Ogni compressione deve essere profonda circa cinque centimetri in adulti e bambini e quasi quattro nei neonati. E’ importante lasciare che il torace ritorni spontaneamente alla sua posizione di partenza, senza che i soccorritori si appoggino tra le compressioni ostacolandone la naturale espansione.