Pidocchi

Ogni anno nelle scuole i pidocchi tornano a far parlare di sé e a preoccupare i genitori. La pediculosi del capo è una patologia infettiva causata dai pidocchi, insetti appartenenti all’ordine Phthiraphtera che parassita l’uomo con 3 sottospecie di pidocchi:

  • Pediculus Humanus varietà Capitis (pidocchio del capo): di gran lunga il più diffuso
  • Pediculus Humanus varietà Corporis (pidocchio del corpo): è ormai piuttosto raro in Italia
  • Pthirus Pubis (pidocchio del pube, “piattola”): ha una forma molto schiacciata da cui il nome “piattola

I pidocchi del capo, pur presenti in ogni stagione, prediligono i luoghi affollati dove il contatto tra testa e testa è più facile. Non sono pericolosi per la salute ma possono provocare prurito ed essere causa di ferite da grattamento. L’infestazione è più frequente nei bambini dai 3 agli 11 anni, soprattutto di sesso femminile probabilmente a causa dei capelli lunghi, nelle aree urbane rispetto a quelle rurali ed è facile il riscontro in comunità scolastiche o sportive. Il contagio avviene quasi esclusivamente per trasmissione diretta da un individuo infestato, oppure – eventualità più rara – per contatto con pettini, spazzole, cappelli o altri indumenti o con la biancheria del letto. La presenza di pidocchi nei capelli non è indice di cattiva igiene, come spesso si è soliti pensare: è un’infestazione riscontrabile in persone di tutti i gruppi sociali; la scarsa igiene personale o la lunghezza dei capelli, sembrano avere un ruolo marginale o addirittura nullo. L’infestazione registra la più elevata incidenza a fine estateinizio autunno e si stima che il 10% dei bambini in età scolare sia infestato dai pidocchi del capo.

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I pidocchi sono parassiti esterni (ectoparassiti), specie-specifici per l’uomo nei cui confronti si comportano come veri e propri “predatori di sangue umano”; si comportano, infatti, come dei “vampiri”: dopo essersi ancorati all’epidermide con i denti, fanno penetrare nel derma gli stiletti, che si orientano verso un vaso sanguigno, lo perforano e succhiano sangue … il derma reagisce con una risposta infiammatoria (es. papule eritematose) e con prurito. Il ciclo vitale del pidocchio del capo si sviluppa in tre stadi

  1. Lendini: la femmina depone le lendini(uova) sui capelli attaccandovele saldamente mediante la saliva. Sono resistenti sia all’acqua che alle spazzole, ma non all’acido acetico diluito e caldo. Dopo 7/10 giorni le lendini si schiudono
  2. Ninfe: si nutrono già di sangue. Questo stadio dura da sette a quindici giorni
  3. Adulti: ogni femmina adulta depone nella sua vita circa 300 uova, soprattutto all’altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie

I pidocchi possono provocare un intenso prurito al capo, ma possono anche non dare alcun segno della loro presenza. In commercio esistono prodotti che sono definiti preventivi nei confronti della pediculosi: in realtà non esistono prodotti repellenti in grado di impedire al pidocchio di infestare una persona. È quindi inutile usare questi prodotti prima dell’infestazione. Qualche semplice precauzione ne limita la diffusione e permette di intervenire tempestivamente… ecco le 10 regole d’oro:

  1. Ispezionare attentamente e regolarmente la testa del bambino, specie nei periodi in cui è maggiormente a contatto con altri bambini
  2. Vietato scambiarsi pettini e spazzole, cappelli e sciarpe, cuscini e biancheria
  3. Tutti i familiari e le persone a contatto con il bambino che ha preso i pidocchi devono sottoporsi a un controllo accurato per escludere il passaggio del parassita
  4. In caso d’infestazione, l’intervento deve essere immediato e solo utilizzando prodotti specifici. Sono sufficienti pochi trattamenti. Non colpevolizzare i bambini infestati, piuttosto sdrammatizzare il problema: chi prende i pidocchi non è sporco, anzi
  5. In commercio esistono molti prodotti formulati come polveri aspergibili, shampoo, shampoo-schiuma, gel, lozioni, spray, emulsioni. La scelta dovrà tener conto in primo luogo della praticità di utilizzo in funzione del soggetto da trattare: ad es. i bimbi più piccoli non amano lo shampoo che il più delle volte rischia di finire sugli occhi provocando bruciore e irritazione. Meglio allora ricorrere a uno shampoo-schiuma o a un gel o a un’emulsione: sono pratici da utilizzare, non colano e non gocciolano negli occhi e mantengono un elevato profilo di sicurezza
  6. I principi attivi più utilizzati sono l’estratto di piretro o piretroidi di sintesi come la tretrametrina o sumithrin (d-Phenothrin), piperonil butossido farmaceutico – anche combinati tra loro. I prodotti sono gli stessi per le diverse specie di pidocchi: sarà il medico a decidere la posologia e le modalità di utilizzo
  7. Il pettine a denti fitti è un altro mezzo essenziale per eliminare le uova (lendini) e i pidocchi uccisi dall’insetticida
  8. In genere è necessaria una seconda applicazione d’insetticida 7-10 giorni dopo la prima, per uccidere i pidocchi nati dalle uova schiuse dopo il primo trattamento
  9. lenzuola, cuscini, indumenti, ecc. devono essere lavati con acqua bollente o sterilizzati a secco esponendoli a una temperatura di 70°C per almeno un’ora. Pettini, spazzole e fermagli devono restare immersi per 1 ora in acqua molto calda e detersivo. Gli oggetti che non possono essere lavati in acqua o a secco (giocattoli per esempio) vanno conservati per almeno 2 settimane in sacchetti di plastica e non utilizzati.
  10. Ogni disinfestazione ambientale di aule, palestre, etc. è da considerarsi inutile… non servono a nulla. Lontani dalla cute umana i pidocchi non sopravvivono oltre le 24 ore.