4 giugno 2006 – Salò. Un museo dinamico del lago.

Dalla biologia all’ambiente, dall’idrografia ai fondali del Benaco.
SALÒ. Un’idea del gruppo sommozzatori dei Volontari del Garda, per raccogliere materiale a fini didattici “Un museo dinamico per il lago”-

E’ la proposta lanciata dai sommozzatori dei Volontari del Garda, che hanno la sede centrale a Cunettone di Salò. «Se pensiamo a un museo – dicono i Volontari -, viene subito in mente un edificio con molte stanze, dedicato a un argomento specifico, con tanto materiale ordinato e catalogato.
Ma si tratta di un concetto statico. Per «museo dinamico» intendiamo una struttura dotata di un luogo e di materiale a disposizione, ma dove ogni cosa sia in evoluzione e in movimento: un punto di incontro di esperienze e conoscenze.
Il punto di partenza di tale struttura è senza dubbio l’acquisizione di oggetti, immagini, filmati, ecc., per arrivare alla creazione di un museo senza mura e confini, modernamente attivo in molti luoghi: su internet, nelle scuole, in ogni posto dove l’istruzione lo richieda». Cosa dovrebbe contenere? «Nel complesso didattico, e sul piano della divulgazione scientifico-culturale del Garda, oggi non esistono realtà specializzate nella diffusione della biologia dei fondali del lago. Ci sono però enti, come le Asl delle varie Province, che eseguono il monitoraggio delle acque e, in alcuni casi, dei fondali.
Poche, invece, le realtà universitarie che fanno simili studi. Le conoscenze sono piuttosto estese, ma il materiale è sparso tra molti enti. Noi stessi abbiamo a disposizione parecchia documentazione. Il problema sarebbe di raccogliere altri video». Il progetto del «museo dinamico» comprende le seguenti sezioni: scientifica (biologia, geologia, idrografia), ambientale (aspetti legati al clima, alla pesca, all’inquinamento), storico-culturale (il lago visto sia dalla superficie che dalle sue profondità), didattico-divulgativa.
Un paio di mesi fa i sub, che operano in tutte le acque interne del Nord Italia, collaborando con le forze dell’ordine e la magistratura nel recupero di persone scomparse, di natanti inabissati, aiuto a equipaggi e imbarcazioni in difficoltà, ecc., hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per giungere all’acquisto di un sonar: avrebbe un raggio di azione di 300 metri e consentirebbe di effettuare ricerche a largo raggio, con una eccezionale precisione di individuazione.
In un secondo tempo bisognerebbe acquistare e attivare un robot subacqueo, dotato di telecamera e pinza, comandato dalla superficie tramite un «cavo ombelicale».
«Oltre all’ispezione dei fondali – proseguono i Volontari -, il sonar e il robot consentirebbero di effettuare studi di particolari attività biologiche. Senza dimenticare che il lago nasconde relitti e altri oggetti di interesse storico. Un’ ulteriore possibilità di utilizzo è l’individuazione di cause di inquinamento, come scarichi abusivi o perdite di condutture fognarie. Per rendere esecutivo il progetto occorre addestrare almeno una decina di persone, in grado di alternarsi nei periodi di utilizzo dell’attrezzatura.
Altre ne serviranno per il montaggio del materiale girato, la produzione dei supporti e la loro diffusione. Per la direzione scientifica serviranno inoltre tecnici esperti. A esclusione di questi ultimi, il personale è reperibile all’interno del nostro gruppo, che dispone di più di 200 soci operativi.
In occasione del terremoto del novembre 2004 abbiamo dimostrato di avere una notevole capacità organizzativa. E’ solo un esempio, dato che ogni giorno (con il 118, il servizio antincendio, le squadre nautiche, il telesoccorso, ecc.) dimostriamo di possedere una volontà ferrea, capace di farci raggiungere ogni obiettivo».
I sub sottolineano come «la sola attività di Protezione Civile non basti a giustificare la presenza di un grande gruppo di Volontari, con sede a Salò, e distaccamenti a Sirmione, a Gargnano e in Valvestino. Nei periodi privi di emergenze è forte il desiderio di coinvolgere la popolazione nella conoscenza degli elementi che affrontiamo: il fuoco, la terra, la profondità del lago. Una sfida che ha bisogno di tempo, di passione e di investimenti economici.
Sui primi requisiti siamo in grado di offrire il meglio, mettendo a frutto anni di presenza sul territorio. Per l’aspetto finanziario non intendiamo spaventarci: con l’aiuto di chi ci apprezza riusciremo a raggiungere anche questo traguardo».

Sergio Zanca