4 Aprile 2006 – Salò. In maggio esercitazione per le emergenze.

I Volontari cercano un robot subacqueo. Per l’acquisto (oneroso) appello a imprese e istituzioni.

I Volontari del Garda, che hanno la sede principale a Cunettone di Salò (e altre distaccate sul territorio della riviera bresciana), lanciano la campagna «Obiettivo ricerca 2006».
Riguarda il nucleo sommozzatori che, affiancato al servizio nautico, opera sul Benaco e in tutte le acque interne del Nord Italia; spesso collaborano con le forze dell’ordine e la magistratura nella ricerca di persone scomparse, natanti inabissati, aiuto a equipaggi e imbarcazioni in difficoltà, ecc.
I sub operativi, che fanno parte del gruppo, sono una decina.
«Negli ultimi anni – dicono i Volontari – la tecnica della ricerca e del recupero ha fatto enormi progressi.
E’ indispensabile rinnovare le tecnologie a disposizione e dotarsi di sistemi moderni, in modo da non perdere il passo e rimanere in prima linea.
Dopo attente valutazioni, abbiamo individuato un piano di rinnovamento, che possiamo riassumere così.
Prima fase: installazione sulla telecamera di un sonar, con un raggio di azione di 300 metri, che consente di effettuare ricerche a largo raggio, con una precisione di individuazione eccezionale, impensabile a queste cifre (25 mila euro) solo qualche anno addietro. Seconda fase: acquisto e attivazione di un robot subacqueo, dotato di telecamera e di pinza, comandato dalla superficie tramite un cavo ombelicale (60 mila euro).
Bisogna poi acquistare e allestire un’ imbarcazione cabinata, da destinare alle attrezzature appena descritte (costo 40 mila). Da ultimo occorre formare il personale». «Tutto ciò – proseguono gli uomini del comandante Gianfranco Rodella – richiede però oneri ed esigenze non indifferenti.
Se l’impegno e il tempo da dedicare all’apprendimento delle tecniche e alla manutenzione delle attrezzature non ci mancano, l’investimento riguardante l’acquisto dei materiali è notevole: 125 mila euro in totale.
Una cifra non indifferente per un gruppo che vive di volontariato, con ben poche entrate istituzionali.
Per questo motivo abbiamo deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione delle imprese, degli operatori economici e della pubblica amministrazione, in grado di realizzare il nostro progetto, che ci consentirebbe di dare un buon contributo alla soluzione di tante tragedie, incidenti o semplici ricerche nelle acque profonde del Garda».
Il sonar dovrà essere a testa rotante che, a differenza del modello «side scan», non prevede il trascinamento del sensore sui fondali, piuttosto pericoloso per via dei numerosi appigli che lo renderebbero a rischio.
Un apparecchio molto sofisticato, con una buona risoluzione e un’elevata profondità di campo.
Sarà posizionato in punti fissi, restituendo il classico tracciato circolare.
La telecamera, guidata dalla barca, viene calata a pendolo.
Il sonar, montato sulla sommità, la indirizza verso ogni oggetto individuato.
E’ possibile muoversi solamente su obiettivi realistici e scandagliare ampie aree in poche ore (un chilometro quadrato in una sola giornata).
Una pinza consente di recuperare corpi di persone e piccoli oggetti.
Per quanto riguarda il robot subacqueo (Rov), comandato da un cavo ombelicale, è in grado di muoversi autonomamente sul fondale.
E’ dotato di una o più telecamere, di una pinza e di un piccolo sonar per direzionarlo verso i bersagli più vicini.
Intanto i Volontari del Garda hanno programmato per il primo week end di maggio, a Salò, un’ esercitazione riservata a operatori del soccorso sanitario e subacqueo, denominata «Lake’s emergency».
I gruppi (una ventina) arriveranno venerdì 5. La competizione si svolgerà il giorno successivo. Ci saranno anche i cani da recupero.
Domenica 7 le prove di immersione e la maxiemergenza, coordinata dal 118.

Sergio Zanca