13 novembre 2008 – Salò: Dopo il sisma, cultura della sicurezza in cinquemila copie.

In distribuzione la cartina dettagliata dei rischi del territorio li presidente Cavalli: «Un modello di prevenzione dell’emergenza».

Salò Frecce rosse, azzurre e verdi. Aree evidenziate con gli stessi colori. Leggende, numeri e consigli utili. Tutto disegnato e scritto su una planimetria dettagliata del territorio comunale di Salò. L’opuscolo, perché di questo si tratta, è stato stampato in cinquemila copie e verrà distribuito nei prossimi giorni a tutte le famiglie salodiane. Si tratta del quarto della serie intitolata «Commemorare per imparare»; prendendo spunto dal ricordo del terremoto del 2004, di anno in anno l’assessorato alla Protezione civile del Comune di Salò, sulla base del lavoro della Commissione comunale guidata da Gianfranco Rodella, presidente dei Volontari del Garda, ha prodotto dei vademecum destinati alla cittadinanza, dedicati nell’ordine al rischio sismico, al rischio idrogeologico ed a quello riferito agli incendi boschivi.
Illustrato ai cittadini
L’ultimo lavoro, che verrà illustrato ai salodiani sabato 22 novembre (alle 20,30 nella Sala dei Provveditori, nel pa­lazzo municipale), completa dunque un percorso di sensibilizzazione al rischio avviato dopo la scossa di quella notte del 24 novembre di quattro anni fa, alla quale le istituzioni, le organizzazioni di volontariato ed i cittadini risposero con • prontezza e generosità, ma che tuttavia evidenziò qualche criticità nel meccanismo dei soccorsi.
«Ora – spiega l’assessore comunale alla Protezione civile, Aldo Silvestri – quell’esperienza è stata messa a frutto e, oltre a produrre i citati opuscoli, sfocerà, il prossimo febbraio, nel nuovo Piano di emergenza comunale. La nostra Commissione, conia collaborazione di tutti, anche della minoranza consiliare, ha lavorato bene. Toccherà poi a chi ci succederà nell’amministrazione della città procedere ai necessari aggiornamenti».
A presentare l’iniziativa salodiana, ieri nella sede dell’Assessorato provinciale alla protezione civile, c’era anche il presidente Alberto Cavalli, che ha sotto­lineato come questo vademecum «completi il rapporto tra la pianificazione di Protezione civile ed i cittadini, i quali con questo strumento possono sapere a quali rischi vanno incontro in caso di emergenza sismica, quali i luoghi in cui spostarsi, le persone e gli enti a cui chiedere soccorso.
Questa novità, che a buon diritto si pone come modello per tutti, esportabile in altri comuni dì tutta Italia, è un bel modo per festeggiare, a quattro anni di distanza, il grande sforzo collettivo, pubblico e privato, che die­de pronta ed efficace risposta all’emergenza terremoto-.
Un sistema che funziona
Risposta testimoniata dal fatto che oggi «le ricostruzioni private sono quasi completate, mentre quelle pubbliche e religiose, pur finanziate, sono un po’ più indietro. Comunque la gestione del post terremoto del Garda e della Valsabbia è stata molto più veloce di quanto accaduto in altre parti del Paese».
Insomma. «Salò in questi anni – ha osservato l’assessore provinciale Corrado Scolari – è diventato un luogo simbolo delle emergenze connesse ai terremoti. Fu il centro maggiormente colpito dal sisma, ma da lì immediatamente partì la risposta. Ora sta diventando, grazie alla grande collaborazione instauratasi con l’Amministrazione comunale, un modello per tutta la Protezione civile italiana, che deve puntare sulla cultura della sicurezza: i piani di emergenza, una volta scritti, vanno vissuti: questa cartina dei rischi distribuita ai salodiani ne è un bell’esempio».
A Roma per insegnare
Un riconoscimento del funzionamen­to del modello Brescia sarà la presenza, oggi a Roma al Ministero dell’interno, dell’assessore Scolari, chiamato come relatore ad un corso-convegno per funzionari del Ministero, prefetti e Vigili del fuoco; argomento: l’esperienza bresciana sulla comunicazione del rischio.

Alessandro Carini