11 Giugno 2008 – La Procura indaga: Nas al 118

L’accusa ipotizza spese gonfiate Perquisite anche le sedi di 32 Onlus.
Un ingiusto vantaggio economico nell’effettuale il servizio, rendiconti per costi mai sostenuti e l’impiego nei turni per il 118 di volontari senza la certificazione regionale che attribuisce loro la qualifica di soccorritore.
La gestione del sistema.
Su questi tre aspetti che riguardano la gestione del sistema del servizio sanitario di Emergenza urgenza del 118 di Brescia sta indagando la Procura. E per questo ieri mattina presto i carabinieri del Nas, il nucleo antisofisticazione coordinato dal luogotenente Giuseppe Scaletta, hanno iniziato a perquisire gli uffici della centrale operativa del 118 al Civile, lo studio del primario, dottor Paolo Marzollo, e le sedi di 32 associazioni di volontariato no profit di città e provincia, legate al 118 sulla base di convenzioni con l’azienda ospedaliera per l’effettuazione di servizi in emergenza con proprie ambulanze ed equipaggi composti da volontari. L’ipotesi sulla quale si sta lavorando è quella che siano stati assegnati rimborsi alle Onlus superiori alle necessita, gonfiati insomma, e pure sul­la base di rendiconti per spese mai so­stenute. In alcuni casi addirittura senza fatture.
L’ipotesi di reato è di abuso di atti d’ufficio. Indagini sono in corso a carico del primario del dipartimento Alte spe­cialità del Civile, Paolo Marzollo, e di altri soggetti che sull’avviso di garanzia devono ancora essere identificati. Si parla di una cinquantina di persone. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di computer e documenti riguardanti il triennio 2005-2007.
Dai primi approfondimenti investigativi risulterebbe che alcune associazioni di volontariato che prestano servizio per il 118 abbiano percepito denaro per compensi non dovuti dal Servizio sanitario regionale, attraverso l’azienda Ospedali Civili di Brescia, che è titolare del servizio di Emergenza urgente. E nel caso in cui venisse accertato che le rendicontazioni sono false, questo comportamento configurerebbe il reato di truffa.
Le certificazioni dei volontari.
Non solo. La Procura, nelle persone del procuratore reggente Fabio Salamone e del sostituto Antonio Chiapparli, intende verificare se tutti i volontari che si muovono sulle ambulanze in occasione di incidenti stradali, infortuni e in tutti i casi in cui venga richiesto loro dalla centrale operativa del 118, abbiano realmente i requisiti per poter operare nei servizi di emergenza, abbiano frequentato corsi di formazione e se siano in possesso della certificazione regionale di «soccorritore/operatore». Ipotesi inve­stigative in attesa di riscontri.
Ecco anche perché ieri mattina, di buon’ora, una settantina di carabinieri del Nas affiancati da un’altra settantina di militari delle varie Compagnie del territorio bresciano, nell’ambito di quella che è stata definita «Operazione Croce», hanno iniziato i controlli nelle sedi delle 32 Onlus esaminando la documentazione contabile, ma anche analizzando i fogli dei turni in ambulanza, i fogli di presenza e le certificazioni relative ai vari volontari che risultano in servizio.

Daniele Zorat