02 Gennaio 2007 – Tremosine. Nella valle di S.Michele, il corpo è stato trovato privo di vita,

Il corpo è stato trovato privo di vita, con ustioni e la camicia sollevata sul capo. In malga solo, muore bruciato Tragico S.Silvestro per un pastore settantenne a Pra’ de le Nus.

È morto da solo, in una malga di montagna, mentre tutti erano intenti a festeggiare il Capodanno in allegria. Così il Capodanno di Tremosine si è tinto di tragedia, per un 2007 iniziato sull’altopiano del Garda con la drammatica morte di Franco Giacomo Comincioli, un pastore settantenne che viveva e lavorava nella malga del «Pra’ de le Nus», il Prato delle Noci, in una zona della valle di San Michele.
Comincioli è deceduto nella notte di San Silvestro e il suo corpo privo di vita è stato trovato all’interno della stanza della malga, con la testa riversa sul caminetto, da alcune persone che si erano recate lassù proprio per andare a fargli gli auguri. La parte alta del corpo, testa e addome, si presentava in condizioni pietose, con bruciature diffuse e la camicia che faceva da maschera al viso, ormai incollata alla carne. Parte della camicia era sollevata sopra la schiena, come se l’uomo avesse cercato di togliersela.L’allarme con la richiesta di aiuto è scattato immediatamente quando le persone che si erano recate ai 700 metri di altezza della malga Pra delle Noci sono entrate e si sono rese conto dell’accaduto. Ma era evidente che per l’uomo ormai non c’era più nulla da fare. Nel tentativo di prestargli soccorso, i Volontari di Tremosine hanno lavorato in mezzo a grandi difficoltà, come pure l’auto medica, salita da Gargnano nel pomeriggio di ieri, con medico e infermiere a bordo. Questi hanno raggiunto la Valle del San Michele, dopo avere percorso qualche chilometro di strada pianeggiante a non molta distanza dal Caseificio di Polzone.
Ma in quel punto la nebbia era fittissima e la strada iniziava ad arrampicare, presentando difficoltà nel percorso.
Per questo l’ambulanza è stata costretta a fermarsi, mentre medico e infermiere salivano a bordo di un Defender, più adatto in quelle difficili condizioni, e percorrevano la strada che costeggia la montagna da Tremosine verso le montagne di Tremalzo.
Giunto sul posto, però, al medico non restava che constatare il decesso del pastore, che probabilmente era avvenuto una dozzina di ore prima. Sulla causa della morte fino ad ora ci sono solo ipotesi. Il settantenne potrebbe essere caduto accidentalmente ed avere battuto la testa sul bordo del camino. La camicia, aderente, potrebbe essere stata lambita dalle fiamme ed essere andata a fuoco, vanificando l’estremo tentativo di levarla.
Solamente i polsini e le maniche dell’indumento erano integri. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi di rito. In un primo momento non erano stati trovati documenti addosso all’uomo.
Comincioli viveva solo al Pra’ delle Noci, distribuendo la sua vita tra questa malga e quella del Prato Lavinio. In passato aveva lavorato molti anni anche a Lorina, sempre nella zona dell’alto tremosinese. Allevava capre camosciate e produceva un discreto quantitativo di formaggio, di eccellente qualità. Poco più di un anno fa i Volontari di Tremosine erano stati costretti ad intervenire proprio nella Malga di Lorina, a poco meno di 1.400 metri di quota, per portare in salvo un centinaio di capre ed altri animali.
Questi erano rimasti bloccati dalla neve, caduta abbondante, che aveva isolato il casolare, riducendo ormai all’osso gli alimenti per il bestiame. Anche in quella occasione il lavoro di soccorso era stato condotto ai limiti dell’impossibile, con gli animali trasbordati da un automezzo all’altro. Alla fine però la faccenda si era risolta al meglio.
L’altra notte invece la vita di Comincioli è stata stroncata prima che potessero arrivare i soccorsi.

Bruno Festa