SALO’. Il sodalizio del Garda conferma Rodella e presenta i conti: in un anno percorsi 254 mila chilometri

Volontari, la lunga «marcia». E con la nuova barca aumenterà il contributo nei soccorsi a lago.

Nel 2006 i Volontari del Garda hanno effettuato quasi 6mila interventi, per un totale di 12.344 ore di lavoro, e fatto il giro del mondo per sei volte abbondanti.La circonferenza della terra è di 40 mila chilometri: loro ne hanno messi assieme 254.180. Davvero un bel viaggiare. E ora, con la nuova barca, aumenterà anche la percorrenza acquatica. Hanno utilizzato nove ambulanze, cinque automobili, altrettanti pick up, un logistico, otto mezzi speciali antincendio (con l’aggiunta di un cesto e di un’autoscala). Senza dimenticare i due gommoni e l’imbarcazione con attrezzature fisse. Intanto i 190 soci sono andati alle urne per eleggere il nuovo direttivo, confermando presidente Gian Franco Rodella, vice Enrico Musesti e Alessandra Gardin.

Questi gli altri consiglieri: Umberto Antonioli, Alvise Tittarelli, Valerio Alessi, Bruno Bordignon (comandante della Polizia locale di Toscolano Maderno, residente a S.Felice), Domenico Lombardi, Gualtiero Bontempi.
Gli ultimi tre hanno sostituito Fabrizio Bocchio, Francesco Rizzi e Imerio Tagliani. La sede centrale dei Volontari è a Salò, nella caserma costruita a Cunettone, in località artigianale. I distaccamenti si trovano a Sirmione, Gargnano e Valvestino (appena realizzato).

Per quanto riguarda i 4.750 interventi in campo sanitario, 1.858 sono relativi al 118, vale a dire l’emergenza (un impegno di 2.083 ore, per 59.509 chilometri percorsi), 928 per il trasporto di pazienti dializzati, che devono sottoporsi a trattamento tre volte ogni settimana (944 ore, 24.880 chilometri), 751 il trasporto in ambulatori o negli studi medici per effettuare le visite (1.861 ore, 36.358 chilometri), 99 i ricoveri (186 ore, 5.804 chilometri), 229 le dimissioni da ospedali e case di cura (347 ore, 8.551 chilometri), 198 l’assistenza a manifestazioni sportive o ricreative (2.345 ore, 24.777 Klm.), 484 i trasferimenti (944 ore, 31mila chilometri).

Per il resto, esercitazioni e servizi interni. I 1.201 interventi classificati sotto la voce «Varie» riguardano gli incidenti stradali (52 uscite), la pulizia e il ripristino dell’asfalto danneggiato da chiazze di olio o a causa di nubifragi (65), la ricerca di persone (23), gli incendi (49), i rifornimenti idrici (129), effettuati nelle località che hanno avuto i rubinetti asciutti e sono state costrette a chiedere acqua da immettere nei serbatoi o autobotti piene a disposizione dei cittadini, la presenza a manifestazioni (81), le esercitazioni (45), le immersioni dei sommozzatori (83), i servizi interni.

A proposito dei mezzi, ricordiamo l’arrivo di una imbarcazione usata, in vetroresina, tipo Nelson Launch, donata dalla Capitaneria di porto di Genova, e rimessa in sesto dai Volontari, ormai prossima all’inaugurazione ufficiale. Servirà per la ricerca e il recupero sui fondali del lago. Si tratta di uno scafo in vetroresina, lungo 12 metri e mezzo, largo 3.60, capace di andare a una velocità di 21 nodi, autonomia di 360 miglia, equipaggio formato da quattro uomini. E’ dotata di Gps, radar, ecoscandaglio, stazione radio, due attrezzature per immersioni complete, apparato Sonar e Rov.

L’acquisto di un Rov e di un Sonar «Tritech seeking», istallati sull’imbarcazione in vetroresina, consente di fare un grande passo avanti per le ricerche in acque spesso molto torbide. Il Sonar permette di scandagliare raggi di 200 metri, fino a una profondità di 370 (si calcola che, in poche ore, sia possibile dare un’occhiata a una superficie pianeggiante di circa 150mila mq, pari a 25 terreni da calcio), individuando obiettivi sensibili, che vengono poi verificati con le telecamere. Il fatto di calarlo in verticale, senza trascinarlo sul fondo, e la dotazione di una doppia telecamera, una anteriore e l’altra posteriore, sul Rov (sta per «Remote operating vehicle», un robot controllato a distanza da un operatore, collegato alla centrale operativa sulla barca tramite un cordone ombelicale lungo 400 metri) aiutano a evitare incagli nelle reti, nei cordini e nel materiale abbandonato dai pescatori.

Sergio Zanca