15 maggio – Toscolano. Elio, 23enne di Salò, si era allontanato da casa il 2 dicembre 2006

Il corpo sul Pizzocolo appartiene a Valli. È stato ritrovato da 4 escursionisti domenica nella zona del Bus del Ciosa.

Il corpo ritrovato domenica mattina sulle pendici del monte Pizzocolo a Toscolano Maderno è quello del 23enne Elio Valli, come si era ipotizzato fin dall’inizio. Lo hanno riconosciuto ieri i familiari, all’obitorio dell’ospedale di Gavardo. I sanitari dell’istituto di medicina legale di Brescia hanno effettuato l’autopsia, e il giudice ha dato il nulla osta per la sepoltura.
Elio viveva con i genitori (papà Giovanni, mamma Anna) e la sorella, in un appartamento delle case Fanfani di via Bertoni, a Salò. Faceva l’operaio. Viene descritto come un tipo tranquillo, amante dello sport: frequentava il campetto a fianco della piscina, andava in bicicletta, e gli piaceva il lago.
Se ne andò da casa il 2 dicembre, sabato. Con sé non prese né documenti né denaro. Salì su un pullman e scese a San Michele di Gardone.
Da lì partono i sentieri che portano al rifugio Spino e sul Pizzocolo. Luoghi che Elio conosceva bene, avendoli frequentati negli scout. Nei giorni successivi lo hanno cercato gli alpini, le unità cinofile, i volontari e i carabinieri, senza alcun risultato. Sulla vicenda è poi sceso il silenzio: nessuna segnalazione.
Il ritrovamento è avvenuto da parte di quattro escursionisti, domenica scorsa alle 9: Mario Salvadori, 77 anni, abitante a Toscolano Maderno, in località S.Ambrogio, Massimo Spagnoli, la moglie e un’altra donna. Partiti a piedi da S.Urbano, hanno raggiunto malga Valle, girando sotto la roccia del Pizzocolo.
A poca distanza dalla chiesetta (400 metri sotto la vetta) la macabra scoperta, in una boscaglia di faggi e betulle. Il luogo è conosciuto col nome di Bus del Ciosa: è un valico tra Persegno e Navezzole, sopra la valle di Campei Archesane. Si tratta di una zona con sentieri molto impervi, che in passato venivano percorsi dai carbonai.
Il corpo è stato recuperato dall’elicotteri dei Vigili del fuoco di Bologna, nucleo «soccorso alpino e fluviale». Due le ipotesi sulle cause del decesso: suicidio o incidente (un malore, una scivolata). La risposta la daranno i medici.

Sergio Zanca