Sulla rivista della Protezione Civile un articolo sui Volontari Del Garda

Lo scorso marzo, di fronte ai Palazzo Municipale di Salò (BS) ha avuto luogo la cerimonia d’inaugurazione della nuova unità di ricerca e recupero subacqueo VOLGA 2026, dell’autobotte poli-soccorso Volga 16 e dell’autoscala da 30 m Volga 36.
Alla presenza di numerosi ospiti, è Turrini, coordinatore del nucleo sommozzatori, ad aprire la cerimonia con una rapida descrizione delle strumentazioni di bordo e dell’imbarcazione che formano l’unità speciale per la ricerca e il recupero subacqueo donata dalla Guardia Costiera di Genova cui lo stesso Turrini indirizza i ringraziamenti di tutto il suo team.
La vicinanza delle autorità civili e militari ai “Volontari del Garda” non è un fatto nuovo, come ricorderà nel suo intervento anche il presidente Gianfranco Rodella che porta agli intervenuti i saluti di Francesco Paolo Tronca, prefetto di Brescia e la sua assicurazione di una futura visita nella sede dell’Associazione.
Al termine della benedizione dei mezzi da parte di Francesco Andreis, monsignor di Salò, l’intervento di Giampiero Cipani, sindaco di Salò che esprime parole di stima per l’operato dei volontari del Garda, da trenta anni attivi sul territorio nazionale e internazionale.
Una presenza che oggi, può contare sul valore aggiunto fornito dalla nuova imbarcazione che con aumentata potenzialità insieme alle atre unità di soccorso nautico presenti sul Garda.
Parole di riconoscenza giungono anche da Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia che evidenzia l’importanza della nuova e specifica unità di soccorso che si somma a quelle già in dotazione al Gruppo.
“Un ulteriore successo da aggiungere ai tanti del Volontari del Garda”, conclude il presidente.
“Da oggi, nella sua nuova veste, l’imbarcazione viene a colmare una precisa lacuna nel lago di Garda. Nessun’altra unità è, infatti, dotata di sistemi di ricerca rapida e di mini-sommergibile guidato {il ROV)”. Interviene così l’Ammiraglio Stefano Vignani della Direzione marittima di Venezia, introducendo la lunga storia del volga 2026 e dei suoi più che onorevoli servizi presso l’aeroporto di Genova.
Anche Bruno Faustini, presidente della Comunità Montana Alto Garda, saluta con entusiasmo le nuove risorse che oltre a “inaugurare un sogno, finché avranno un’anima al servizio dei cittadini faranno stare tutti più tranquilli”.
A concludere il programma degli interventi è Lucio Ceresa che, in rappresentanza della Comunità del Garda, porta i saluti del suo presidente Aventino Frau e ringrazia tutti coloro che hanno permesso di raggiungere l’obiettivo di poter contare sull’attività di V 2026 al servizio nautico sul Garda: L’Amm. Dassatti, l’Amm. Vignai e Marco Ravanelli, Com. del Nucleo Operativo della Guardia Costiera del lago.
Volga 2026: alcuni dati tecnici
Ufficialmente operativa nelle acque del Lago di Garda, l’imbarcazione Volga 2026 è dotata di tutte le attrezzature e le tecnologie necessarie alla ricerca subacquea. Impiega a bordo un sistema ROV e un sistema SONAR-telecamera a pendolo e oltre alla strumentazione di navigazione che comprende un radar e GPS cartografico con eco­scandaglio, è dotata di sistemi radio dedicati all’operatività con la sede del Gruppo dei Volontari del Garda che all’emergenza.
Gli allestimenti comprendono la motorizzazione completa del cavo ombelicale del SONAR e due salpa‑ancore, uno a prua e uno a poppa e una piccola gru utilizzata per movimentare il ROV e le altre attrezzature di ricerca.
Servizi igienici, cucina, frigorifero e impianto di climatizzazione completano il ventaglio dì comfort richiesti dalle lunghe missioni per le ricerche subacquee.