14 dicembre 2006 : Nonostante l’annata siccitosa e la scarsa piovosità autunnale…

Il Benaco oscilla in questi giorni attorno ai 66 centimetri sullo zero idrometrico. Lago di Garda: ok, il livello è giusto giovedì 14 dicembre 2006. Idea da Riva: collegamento Adige-Mincio per irrigare d’estate la campagna mantovana.

LAGO DI GARDA
Il lago di Garda si appresta ad affrontare l’inverno in condizioni ottimali dal punto di vista dei livelli delle acque.
Nonostante una annata siccitosa, con punte di crisi in estate e scarsa piovosità in autunno, il livello del più grande lago italiano oscilla in questi giorni attorno ai 66 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera.
«È una situazione buona – afferma il presidente della Comunità del Garda, Aventino Frau – in quanto consente di affrontare la stagione invernale in modo ottimale per il potenziale pericolo dell’alto livello: il bacino può ancora assorbire senza danno altri 80 centimetri di lago, pari a circa 300 milioni di metri cubi di acqua».
Il pericolo dell’alto livello è tipico della stagione invernale: nel 2000-2001, quando le acque benacensi si alzarono fino a circa 170 centimetri sopra lo zero idrometrico, si registrarono numerose lagheggiate e ingenti danni ai lungolago e alle strutture portuali di diversi paesi rivieraschi.
Dopo le polemiche degli anni scorsi, la questioni livelli è stata affrontata con forza dalla Comunità del Garda, che ha ribadito che il Benaco deve poter governare, senza egoismi ma anche senza subire soprusi, la gestione delle proprie acque, delle acquisizioni dall’Adige e delle cessioni al Mantovano. L’obiettivo è quello di costituire un’autorità di bacino che tolga il lago dalla scomoda e ingiusta posizione di essere un contraente debole e spesso danneggiato dagli sprechi altrui.

In questo senso sono già stati compiuti significativi passi avanti. «L’ottimale situazione degli attuali livelli – spiega Frau – è il frutto di una stretta e costante collaborazione tra la Comunità del Garda, il Consorzio del Mincio e l’Agenzia interregionale per il fiume Po, sapientemente diretta dall’ing. Luigi Mille».

Sul fronte delle gestione delle acque gardesane, si segnala tra l’altro un’idea suggestiva, un’ipotesi di progetto, avanzata dal rivano Aurelio Bresciani, per evitare il notevole abbassamento del livello del lago durane l’estate, quando le acque gardesane vengono prelevate dall’emissario Mincio per irrigare le campagne del Mantovano.

Il progetto consiste nel deviare l’acqua occorrente per l’agricoltura mantovana dal fiume Adige, nei pressi di Verona, e convogliarla nel Mincio, senza interferire con il lago gardesano.
Per tale intervento servirebbe un canale o una tubazione di modeste dimensioni, lunga una dozzina di chilometri. Per contenere i costi di realizzazione dell’opera si potrebbero utilizzare i numerosi canali che già esistono in zona.

Il progetto è stato sottoposto al senatore Claudio Molinari, sindaco di Riva del Garda, il quale lo ha poi depositato presso la tredicesima Commissione permanente del Senato «Territorio, ambiente e beni ambientali», presieduta dal senatore Tommaso Sodano, per valutarne la fattibilità. Ricordiamo che la stessa Commissione, su sollecitazione del sen. Molinari e del presidente Frau, ha già avviato un’indagine conoscitiva sulle problematiche gardesane.

L’idea che sta alla base del progetto è semplice: visto che la portata dell’Adige risulta quasi sempre buona, anche nel periodo estivo, per via dei numerosi affluenti del Trentino e dell’Alto Adige che provengono dalle vallate alpine, le acque necessarie a dissetare le campagne padane potrebbero essere prelevate direttamente dal fiume, a vantaggio del Garda, i cui livelli rimarrebbero finalmente stabili.

Simone Bottura